La Scuola di Alta Formazione e Studio

Ultimo aggiornamento 22 Aprile 2026

Scuola di Alta Formazione ICPAL

La Scuola di Alta Formazione e Studio (SAF) dell’Istituto centrale per la patologia degli archivi e del libro (ICPAL) è un corso quinquennale a ciclo unico, articolato in 300 crediti formativi, equiparato alla Laurea magistrale LMR/02 – Conservazione e restauro dei beni culturali. Il corso abilita alla professione di “Restauratore di beni culturali” in riferimento al profilo professionalizzante PFP 5: Materiale librario e archivistico. Manufatti cartacei e pergamenacei. Materiale fotografico, cinematografico e digitale (articolo 1 del Decreto Interministeriale Mibact-Miur del 25/8/2014).

Al termine del percorso formativo, oltre ad acquisire competenze e manualità garantite da più di 2000 ore di laboratorio di restauro, gli studenti potranno vantare una conoscenza scientifica dei materiali e dei problemi legati alla loro conservazione.

L’obiettivo formativo della Scuola è quello di ottenere una figura professionale che eserciti la competenza acquisita come dimensione soggettiva, risultato di un’esperienza formativa e lavorativa fortemente specializzata e caratterizzante.

SAF ICPAL

Offerta formativa
Offerta formativa

Dall’anno accademico 2010/2011 l’ICPAL ha attivato un percorso formativo per Restauratore dei beni culturali, in base a quanto enunciato nel “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (D.Lgs 42/2004 e s.m.i.), articolato in un corso a ciclo unico, di durata quinquennale, denominato “Conservazione e restauro dei beni culturali”.

Con i decreti ministeriali n. 86 e n. 87 del 26 maggio 2009 del Ministero per i beni e le attività culturali, entrati in vigore il 28 luglio 2009, vengono stabilite le competenze e il percorso di studi del Restauratore di beni culturali, in attuazione dell’art. 29 del citato Codice.

Il DM n. 86 del 26 maggio 2009 definisce i profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro.

L’art. 1 dichiara che “Il restauratore di beni culturali mobili e di superfici decorate di beni architettonici […] è il professionista che definisce lo stato di conservazione e mette in atto azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi dei beni e assicurarne la conservazione”.

Il DM n. 87 del 26 maggio 2009 individua la formazione del Restauratore di beni culturali come una formazione universitaria quinquennale a ciclo unico avente valore di laurea magistrale.

Il decreto interministeriale del 2 marzo 2011 completa il quadro normativo relativo alla definizione delle classi di laurea magistrale dedicate al restauro.

I corsi formativi possono essere attivati dalle Scuole di Alta Formazione del Ministero della Cultura e da altri soggetti pubblici e privati accreditati.

La formazione del restauratore di beni culturali si struttura in un corso a ciclo unico di cinque anni articolato in 300 crediti formativi.

L’accesso al percorso formativo avviene attraverso selezione preliminare costituita da due prove attitudinali e da una prova teorica.

Il percorso formativo si conclude con un esame finale articolato in due prove, una applicativa e una teorico-metodologica.

Intervento

Competenze acquisite
Competenze acquisite
  • Basi storiche, scientifiche e tecniche della professione.
  • Preparazione pratica e manuale avanzata.
  • Capacità di ricerca e analisi.
  • Riconoscimento degrado materiali.
  • Progettazione interventi di restauro.
  • Gestione emergenze.
  • Collaborazione professionale.
  • Principi etici e deontologici.

Accesso e profilo professionale

Si accede alla Scuola per concorso: il bando viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Concorsi dello Stato Italiano. L’esame finale è abilitante alla professione di Restauratore di beni culturali.

La Scuola di Alta Formazione e Studio è strutturata in modo da creare figure professionali capaci di collocarsi direttamente nel mondo produttivo e nello stesso tempo di promuovere lo sviluppo di imprese e di prodotti per un nuovo impulso nel settore del restauro e della fruizione dei beni culturali.

Il D.M. 87 del 26 maggio 2009, che definisce l’impegno formativo della Scuola, introduce una spiccata valenza scientifica oltre che storico-artistica ai corsi che, in questo modo, potranno formare restauratori-imprenditori dotati di capacità critica e di conoscenze trasversali e multidisciplinari.

La singolarità e, talvolta, l’eterogeneità dei supporti su cui è necessario indagare e intervenire, richiedono spesso la calibrazione di protocolli e di procedure ad hoc da parte di esperti che conoscano le tecniche pregresse ma che abbiano anche tutti gli elementi culturali per proporne di nuove o per operare secondo criteri innovativi.

Intervento

Documenti